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CENTRO STORICO

PIAZZA DELLA REPUBBLICA

Piazza della Repubblica, in precedenza Piazza Vittorio Emanuele II, è il cuore di Garlasco ed è compresa tra il Municipio e la Chiesa parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Assunta. Il primo progetto della piazza fu presentato il 20 aprile 1842 dall’ingegnere Gabriele Muzio.

Nel giugno 1846 venne elaborato un nuovo progetto che fu approvato grazie all’interessamento dell’ingegnere Paolo Angiolini di Garlasco, che fece costruire il Palazzo comunale e l’ala destra, collaudati il 28 ottobre del 1860. Prima di tale data, il Municipio si trovava in Piazza San Rocco.

Il Monumento ai Caduti, situato sulla linea che congiunge la porta centrale del Municipio con quella della Chiesa, è opera dello scultore Cesare Ravasco (Milano, 1875-1943). Realizzato nel 1925, presenta un basamento in granito con lastre di marmo a sostegno del gruppo scultoreo e dei due bassorilievi in bronzo, che sintetizzano l’ideale della Patria e il sacrificio dei caduti. La cancellata in ferro battuto, opera del fabbro Casè di Ottobiano, delinea il perimetro del monumento, che fu eretto grazie alla generosità di tutta la popolazione al costo di 75.000 lire.

IL TORRIONE

Nella parte posteriore di Piazza della Repubblica si trova Piazza Piccola, dove si erge il Torrione. La torre medievale, di forma quadrangolare, presenta alla base un sottopassaggio con archi a doppia volta. Rimasta abbandonata per lungo tempo, alla fine degli anni Settanta era in uno stato di grave decadenza, ma il Comune ha effettuato un attento intervento di recupero che ha riportato alla luce la struttura fortificata originaria, comprese le merlature e le impronte dei bolzoni precedentemente murate.

Secondo i documenti storici, nel XIV secolo a Garlasco fu costruito o ricostruito un castello, il cui perimetro è ancora parzialmente visibile nella conformazione degli edifici e nell’impianto urbanistico dell’angolo nord-occidentale del nucleo abitato più antico. Era uno dei castelli più importanti della Lomellina, sia per la sua solidità che per la sua posizione strategica, tanto che era chiamato “propugnaculum Papiae”. Tuttavia, fu smantellato dalle truppe veneziane nel 1524, nel contesto dell’episodio bellico passato alla storia come “sacco di Garlasco”, e rimangono poche tracce di esso. La torre-porta in muratura di mattoni a vista, che costituisce l’elemento più significativo e facilmente identificabile del complesso, è stata preservata.

LA CHIESA PARROCCHIALE

La chiesa parrocchiale, intitolata alla Beata Vergine Assunta, fu progettata dall’architetto Gerolamo Regina di Pavia nel 1715, benché non si conosca l’anno preciso in cui i lavori di costruzione – durati oltre trent’anni – ebbero effettivamente inizio. Presenta un elegante stile corinzio con tre navate e una grande cupola. Nel 1890, su parere dell’ingegnere Migliavacca di Pavia, vennero poste potenti chiavi di ferro sulle volte che racchiudono l’edificio sacro.

La decorazione interna fu eseguita nel 1896 dai pittori Vincenzo Boniforti e Luigi Barni di Vigevano. Nel 1931 Nel 1931, la Ditta Castelli di Novara realizzò una nuova facciata su iniziativa del parroco don Giuseppe Cristiani, sostituendo i preesistenti stili diversi con un’unica soluzione dorico-corinzia, e aggiungendo i portali laterali e un finestrone con lo stemma del Comune. Sopra i portali sono presenti le statue in cotto di Sant’Ambrogio e Sant’Antonio abate. La chiesa, elevata a prepositura nel 1771, appartenne alla Diocesi di Pavia fino al 1817, quando fu trasferita a quella di Vigevano.

LA CHIESA della Santissima Trinità


Edificio sacro risalente alla fine del XVII secolo, connotato da eleganti linee barocche, sostituì una piccola cappella dedicata a San Giovanni Battista, che sorgeva in prossimità della piazzetta antistante l’attuale chiesa.

L’interno fu dipinto a nuovo nel 1900 dai pittori Vincenzo Boniforti di Vigevano e Biagio Canevari di Dorno. La chiesa, che misura circa 38 metri di lunghezza e 17 metri di larghezza, presenta un’armoniosa forma rettangolare con un’unica navata scandita da due pilastrature in muratura. Attraverso ampi archi si accede alle quattro cappellette disposte su ogni lato, che ospitano altari marmorei settecenteschi.

Il presbiterio rettangolare, che ospita l’altare maggiore, è accessibile da una balaustra marmorea. Tra gli altri altari presenti nella chiesa, si segnalano l’altare dell’Angelo custode con statua lignea barocca del ‘700, l’altare di San Giovanni Battista con statua lignea barocca, l’altare dell’Immacolata con Santa Lucia e l’altare del Carmine con i Santi Luigi Gonzaga e Filippo Neri.

La volta della chiesa, decorata con fregi e rosoni, presenta quattro medaglioni raffiguranti i quattro dottori della Chiesa che scrissero soprattutto sulla SS. Trinità: Sant’Agostino, San Basilio Magno, Sant’Ilario di Potiers e Sant’Atanasio.

LA CHIESA DI SAN ROCCO

Fu costruita nel 1560 grazie al finanziamento del conte Giovanni Battista Castiglioni, feudatario del borgo, e con il contributo della popolazione, come ringraziamento per essere scampati dalle epidemie di peste che imperversavano in quei tempi. La chiesa subì uno svuotamento dei suoi arredi e beni durante l’epoca napoleonica del 1813 e venne messa all’asta a Novara. Il prevosto Mons. Amedeo Cecconi, parroco di Garlasco dal 1804 al 1831, delegò tale Giuseppe Angiolini ad acquistare l’edificio sacro in modo che l’acquisto fosse “per pubblico bene” e non per interesse privato. L’asta si concluse con l’assegnazione della chiesa per soli 1454,10 franchi e della proprietà venne investito lo stesso Parroco. . L’architettura interna è piuttosto semplice, con volte ad arco quasi ellittico e capitelli ionici. La decorazione fu eseguita nel 1920 da Siro Rossi (detto Busca) in collaborazione con Giovanni Panzarasa, entrambi di Garlasco. Gli affreschi “Gloria di San Rocco” al centro della volta, il “Gesù con la Samaritana al pozzo di Giacobbe” e il “Buon Samaritano” nelle due lunette del presbiterio, furono realizzati dal pittore Biagio Canevari di Dorno. Dello stesso pittore sono anche le figure dei profeti negli specchi della cantoria, le tre tele dell’organo e i sei medaglioni raffiguranti Santi e Sante presenti nella chiesa.
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